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05.12.2005 Intervista a Dan Welden Chiara Giorgetti
 

Welden lavora prevalentemente con la stampa d'arte, suo medium preferito, ha partecipato ad oltre 60 mostre personali internazionali in musei e gallerie e in oltre 400 mostre collettive. Come stampatore ha collaborato nel suo studio laboratorio, Hampton Editions, Ltd. con numerosi artisti tra i quali Willem e Elaine de Kooning, Lynda Benglis, Dan Flavin, Eric Fischl, Kurt Vonnegut e David Salle.
Nel 1972 è alla Universal Limited Art Editions come litografo e stampa per artisti come Jim Dine, Jasper Johns, Robert Motherwell, Robert Rauschenberg e Larry Rivers.
Nel 1970 sviluppa una tecnica per realizzare matrici da stampa chiamata metodo Solarplate, nel sito si possono trovare molte informazioni su questo sistema (www.solarplate.com).
Con Pauline Muir pubblica nel 2001 il libro Printmaking in the Sun, con la casa editrice Watson-Guptill Publications, New York.

d. Cosa ritieni sia stato particolarmente importante per la tua formazione?
r. Il mio riferimento più importante, maestro e guida è stato Kurt Lohwasser a Monaco di Baviera. Non solo mi ha trasmesso le conoscenze riguardo alle tecniche dell'incisione e della stampa d'arte, siamo in seguito diventati amici trasmettendomi molto di più… mi ha aperto gli occhi verso la ricerca del bello facendomi vedere le cose in modo diverso. Attraverso le sue pratiche innovative, sono poi stato capace di aprire i miei orizzonti "inventando" così anche molte nuove tecniche.

d. Qual'è stato il tuo primo importante progetto con la stampa?
r. Nel 1980-1982 ho lavorato ad un progetto biennale per una edizione di litografie su pietra allo scopo di raccogliere fondi per il nostro ospedale. In collaborazione con molti artisti famosi, alcuni dei quali menzionati prima, siamo riusciti a raccogliere oltre $174,000 solo nel primo anno.

d. Che cos'è il Metodo Solarplate e come sei arrivato a "scoprire" questo sistema?
r. Da sempre mi piaceva stampare qualsiasi cosa, nel 1970 trovai in Germania una lastra polimerica che mi permise di scoprire ulteriori nuovi metodi, invece di utilizzarla per lo scopo per cui veniva fabbricata (stampa a rilievo) decisi di provare a utilizzarla per la stampa dell'intaglio… funzionava. All'inizio il lavoro risultava piuttosto grossolano, ma grazie alla collaborazione di Eric Fischi trovai nuove soluzioni ed applicazioni.

d. Hai studiato in Germania, quali sono, se ci sono, differenze tra la scena della stampa d'arte tedesca e quella statunitense?
r. Posso dire che ci sono più aspetti simili che differenze tra "printmakers" in tutto il mondo. Da quando ho iniziato a lavorare con artisti-incisori in Italia, Perù, Giappone, Australia, Inghilterra, Grecia, Francia, Svizzera e Nuova Zelanda, ho sempre trovato lo stesso spirito ricco di entusiasmo. Tutte le esperienze felici vissute con questi artisti hanno un tratto comune. Le differenze risiedono piuttosto negli individui che non nei diversi paesi di provenienza.

d. Come vedi e che cosa pensi riguardo alla situazione della stampa d'arte internazionale? Voglio dire, pensi che il futuro consisterà, per esempio nel superare certi limiti e tecniche o altro?
r. Il futuro della stampa d'arte sarà tanto solido quanto le mani della gente. Fino a quando la mano dell'uomo potrà sperimentare il piacere dell'inchiostro e del torchio l'incisione esisterà. Quanto ad altre metodologie o tecniche (digitali) che entrano nel mondo della stampa, tutto ciò è oltre la nostra comprensione. Esiste e penetra entro i confini, potrà persino prevalere ad un certo punto, ma la stampa originale e tradizionale, a mio parere, sopravvivrà.

d. Cosa pensi riguardo alle conferenze internazionali sulla stampa d'arte, per esempio l'ultima Impact a Berlino e Poznan?
r. Sono risorse molto importanti per tutti gli artisti che si occupano di stampa d'arte, la collaborazione è la base dell'artista-incisore, diverso dal pittore. Gli incisori spesso discutono del proprio lavoro vicino ad un torchio, per i pittori è diverso, il loro è un lavoro isolato.

d. A che cosa stai lavorando attualmente e qual'è il tuo prossimo progetto?
r. Sto organizzando una mostra al Hillwood Museum di New York, con quattro o cinque persone che hanno sviluppato parte del proprio lavoro con il metodo Solarplate.. Sono anche in procinto di stabilire il mio centro-scuola-laboratorio International Printmaking a Long Island, New York.

d. Dove possiamo trovare un calendario con le date dei tuoi prossimi workshop in Europa?
r. Attualmente l'unica data è per l'agosto del 2007 a Firenze, tuttavia c'è la possibilità di altri seminari e/o mostre in Scozia, Olanda, Svizzera, Germania, Danimarca. Terrò un seminario in Perù a gennaio del prossimo anno.
Per informazioni potete contattarmi a solarplate@aol.com


E appena stato pubblicato il Dvd Printmaking in the sun, che illustra il metodo di Dan Welden.
Potete richiedere tutto a solarplate@aol.com

 
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