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31.03.2010 Il laboratorio di Piera Luisolo Redazione
 

Difficile in poche righe far conoscere l’attività di Piera Luisolo, attenta osservatrice, studiosa e artista che ha aperto da tempo un bellissimo laboratorio a Torino dove è possibile frequentare corsi ma non solo.

Cosa è stato determinante nel tuo percorso di avvicinamento all’arte?
Le persone che ho conosciuto, i libri che ho letto, un ambiente stimolante. non ricordo di aver mai avuto dubbi sulla strada da intraprendere, dai 13 anni in poi ho pensato solo all'arte e nessuno mi ha fatto rinsavire... considero un privilegio aver ricevuto incoraggiamenti e appoggio soprattutto dalla mia famiglia.
Ho frequentato il liceo artistico e poi l'Accademia (l'Albertina, una delle più antiche d'Italia) la cui aula di incisione è già di per sè un'opera d'arte per l'atmosfera, le ampie vetrate, i banconi di rovere.

Da un punto di vista intellettuale quali esempi, e quali esperienze, hanno contribuito alla tua crescita?
Tanti esempi e tante esperienze...
Il primo passo: l'agonismo. Sono stata un'interprete insicura e indecisa fino ai vent'anni... Ma come nell'allenamento sportivo, il miglioramento è direttamente proporzionale all'impegno. Quando ho iniziato ad applicarmi diverse ore al giorno qualcosa è cambiato.
Durante gli anni scolastici due insegnanti hanno modificato con il loro impegno e la loro passione il mio modo di lavorare insegnandomi "un metodo" dimostrandomi ad un palmo dal naso...come si fà.
Inoltre ho avuto la fortuna di frequentare alcuni collezionisti e imparare attraverso i loro parametri i valori necessari a distinguersi. La qualità, la personalità, la comunicativa.
E poi... Vollard e le sue memorie hanno scatenato in me questa attenzione per il bel libro illustrato, la grafica originale e tutto l'affascinante mondo delle "presse private".

Cosa cerchi di fare nel tuo lavoro?
Io dipingo e incido soprattutto per me stessa, per viaggiare in un mondo parallelo, per soddisfare il mio desiderio di possesso, per sentire vicini gli animali che scappano.
L'opera rimane la testimonianza fisica di qualche cosa di vissuto brevemente in profondità.
Poi accade, per fortuna, che ciò che produco sia attraente anche per gli altri e così accetto di cederlo con la certezza che conserverò in esclusiva il ricordo della sua creazione. Qualcuno, un giorno mi disse una cosa importante: chi acquista una tua opera ti sta pagando il sacrificio di privartene, di privarti del piacere di possedere una cosa bella.
Ho un'idea personale di ciò che deve essere un'opera d'arte. Deve avere a che fare con il sex appeal, deve essere qualche cosa tra la tentazione e l'insostituibile, deve essere qualche cosa che ti sogni di notte o che hai paura di perdere. Deve far venire l'acquolina in bocca come è accaduto a me davanti al settecentesco manuale di incisione di Abraham Bosse (ora finalmente tra le mie mani ;-).

Perché la stampa d’arte e incisione?
L'incisione per me è: scoperta, esperimento, gioco. è un Luna Park dove amo perdermi tra una giostra e l'altra, tra una tecnica e l'altra. Senza quella quell'ansia da prestazione che invece sento per la pittura e che a volte mi condiziona.
Spesso le mie incisioni finiscono applicate sui dipinti. E i dipinti diventano i soggetti delle mie incisioni.
Come in uno specchio una si riflette nell'altra. Quindi l'incisione è spesso a colori (xilo, monotipi...) o gestuale (puntasecca, china e zucchero...).

Parlaci dell’attività del tuo laboratorio.
Da alcuni anni insegno privatamente tecniche grafiche e pittoriche, seguo e curo la crescita artistica di giovanissimi talenti e assisto adulti appassionati nella ricerca di uno stile proprio.
Il metodo è lo stesso che ha permesso a me di crescere artisticamente, la dimostrazione pratica, la pazienza e la flessibilità. Il percorso è diverso per ciascuno ma per tutti prevede un approccio analitico e razionale, una comprensione profonda dei materiali e dei soggetti. Un passaggio fondamentale alla conquista della libertà di espressione.
Tra una lezione e l'altra dipingo, incido, stampo, compongo testi brevi con i caratteri mobili...
Ho due torchi ottocenteschi: un Albion tipoxilografico ed un Domenichelli calcografico, inoltre un piccolo tiraprove degli anni '60 stile Vandercook ed una selezione di caratteri fin de siecle, soprattutto ornamentali, ottimi per titoli e frontespizi di cartelle o libri d'artista. Per quanto riguarda i testi, generalmente utilizzo il Bodoni, per coerenza regionale e per la sua natura romantica.
Sono inoltre interessata all'abbinamento della grafica originale a certi prodotti di nicchia o di design.

Progetti futuri?
La maggior parte dei miei progetti è finalizzata al recupero ed alla conservazione del KNOW-HOW.
Mentre, volendo fare sogni ambiziosi...impazzisco letteramente quando vedo opere come "Derriere le Miroir". Una rivista semplice e possente, carica di fascino. Ecco un progetto su cui vorrei cimentarmi: una rivista che tratti e contenga opere d'arte grafica originali.

Ci vuoi parlare delle bellissime edizione limitate dell'Atelier?
Le edizioni che ho realizzato fino ad ora sono soprattutto esperimenti, libri d'artista in cui il confine tra stampa, incisione, pittura e decorazione è ancora confuso.
Poche pagine in poche copie.
Generalmente realizzo ciò che mi piacerebbe scoprire in una vecchia libreria polverosa e quindi... i cataloghi di carte xilografate, appunti di viaggio, segreti e trucchi del mestiere...
Ammetto di essere ancora lontana dai risultati che vorrei ottenere...ma credo anche che da certe imprecisioni si percepisca la foga creativa che mi contraddistingue e il fatto che non sono nata come artigiano stampatore ma come artista che usa torchio e caratteri come tela e i pennelli.

prevedi di attivare altri corsi presso il tuo laboratorio oltre a quelli già segnalati nella homepage del sito?
Per ora i corsi sono soprattutto individuali e su prenotazione ma dal prossimo anno credo che organizzerò almeno un incontro a settimana dedicato allo scambio di informazioni e consigli prettamente tecnici. Un momento in cui ognuno porta i propri esperimenti e insieme cerchiamo di individuare pro e contro.


Atelier BiBi e le Belle Arti
Largo Montebello, 31
10124 TORINO
www.atelierbibi.it

 
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