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Glossario della stampa d'arte



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Termini che iniziano per'c'
 
 
 
Calcografia:
 
Procedimento di stampa in cui le matrici sono incise manualmente (direttamente: puntasecca, mezzatinta, bulino), chimicamente (indirettamente: acquaforte, acquatinta, cera molle…) o con processo fotomeccanico.
 
 
 
Camaïeu:
 
Stampa xilografica a colori che si avvale di due matrici lignee, una per l’intero disegno l’altra per il fondino colorato.
 
 
 
Carborundum:
 
Nome commerciale di un abrasivo artificiale costituito da carburo di silicio. Viene usato con colle resistenti all’acqua per ottenere acquatinte materiche e per granire le matrici litografiche. Vedi Collografia.
 
 
 
Carta:
 
Stampare bene significa trasferire l'inchiostro sul foglio senza deformazioni e alterazioni del segno in modo da ottenere un'impronta nitida, secca e dell'intensità prevista. La carta usata nella stampa d’arte presenta caratteristiche variabili, secondo l'inchiostro che deve ricevere e gli usi ai quali è destinata. Per la stampa calcografica è di cotone al 100%.
 
 
 
Carta giapponese (washi):
 
Estremamente resistente e robusta e' nello stesso tempo morbida e satinata. Una delle caratteristiche della fabbricazione della carta di washi è l' uso delle fibre della rafia da tre arbusti come materia prima: kozo (gelso di carta), mitsumata (dafnia-Edgeworthia chrysantha) e gampi (dafnia - Wikstroemia sikokiana).
 
 
 
Cartella:
 
Raccolta corredata di una custodia, contenente più stampe di uno stesso artista o di differenti autori. Solitamente, alla fine di una cartella si trova il colophon.
 
 
 
Cera Molle o Vernice Molle:
 
Tecnica calcografica, che produce opere caratterizzate dai segni simili a quelli lasciati da una matita. La vernice di copertura, rimanendo morbida, permette anche di lasciare impronte di oggetti premuti su questa. È una sostanza tossica.
 
 
 
Cherosene o petrolio lampante:
 
Solvente nocivo usato per togliere la cera da acquaforte. Vedi Benzene.
 
 
 
Chiaroscuro:
 
Stampa xilografica a più matrici, grazie alla quale si ottengono effetti luministici e tonali di carattere pittorico. E` necessario effettuare la sovrapposizione successiva di diverse matrici lignee corrispondenti ai vari colori con la perfetta messa a registro. La tecnica fu collaudata agli inizi del Cinquecento da artisti quali Hans Burgkmair, Lucas Cranach e Hans Baldung Grien. Nel 1516, Ugo da Carpi, chiedendone il brevetto alla repubblica di Venezia, fu il primo ad usare fino a quattro blocchi lignei, inchiostrati con gradazioni diverse ma della stessa tonalità.
 
 
 
Chine-collée:
 
Sottilissima carta di Cina tagliata nella dimensione della lastra e applicata come fondino in fase di stampa con leggerissimo incollaggio.
 
 
 
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