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14.04.2009 Libere Rifrazioni, notturne visioni, mobili tracce Enza Di Matteo
 

Giovedì 23 aprile alle ore 18.00, la galleria la__lineaartecontemporanea di Roma, inaugura la mostra Libere rifrazioni, xilografie di Rosanna Rossi e Ikuhiro Kugo.

La mostra presenta sette xilografie appartenenti all'attività degli ultimi nove anni di Rosanna Rossi. Le stampe, tutte di grandi dimensioni e su carte giapponesi o cinesi, sono realizzate tramite l'incisione in rilievo della matrice di legno con sgorbie differenti o con il trapano elettrico e il successivo sfregamento del retro della carta posta sulla matrice inchiostrata con un cucchiaio di legno, secondo il metodo detto della "stampa a cucchiaio".
Tipico della Rossi è il trattamento pittorico della xilografia, rintracciabile nell'uso abile del colore e nella tiratura unica della stampa, dando così luogo a dei veri pezzi unici.
L'uso personalissimo della tecnica xilografica è evidente nell'esito finale in cui sono evidenti oltre alla chiara divisione del segno, la profondità delle ombre e la qualità intima del colore.
Il momento cruciale della ricerca artistica di Rosanna Rossi è quando a partire dagli anni Settanta abbandona definitivamente la formulazione figurativa delle forme per approdare naturalmente all'astrazione. L'esigenza di riduzione e l' articolazione ritmica degli elementi segnano gli ulteriori sviluppi della sua opera, che volgono ad una sintesi fra regolarità geometrica delle linee e un uso intellettuale del colore, secondo la tradizione europea (Robert Delaunay).
Un'essenzialità nelle forme che l'artista nel corso degli anni declinerà dagli interventi urbani di Cagliari e Quartu Sant'Elena (Cagliari) alle operazioni più sperimentali, animate dall'interesse per l'ambiente.

La mostra presenta, in un ideale contrappunto con le opere di Rosanna Rossi, sette xilografie di Ikuhiro Kugo.
Kugo è l'erede contemporaneo di un'antica tecnica di stampa, l'ukiyo-e, ossia immagini del mondo fluttuante, diffusa a partire dal XVII secolo e di cui furono maestri, nell'Ottocento, Hokusai Katsushika e Hiroshige Utakawa. Essa influenzò, grazie alla sua bellezza poetica e alla visione profonda della natura, l'arte occidentale, a cominciare dagli impressionisti, e suscitò un fascino particolare su Vincent Van Gogh.
Consiste nell'intagliare tavole di ciliegio con specifici coltelli, lasciando in rilievo le linee del disegno; si procede con l'inchiostratura della matrice lignea e la successiva stampa ottenuta mediante la pressione, sulla sottilissima carta giapponese, del "baren", una bobina di bambù intrecciato le cui proiezioni angolari pressano il pigmento nella carta. Kugo rinnova la tradizione con sensibilità e linguaggio contemporanei. Nello spazio astratto di linee dalle molteplici direzioni scivolano forme fitomorfiche, sottili trasgressioni organiche del segno. Il bianco e nero è la riduzione ulteriore di un linguaggio che tende all'essenziale, pur evocando un sentimento della natura totalizzante.

Catalogo in mostra con testo critico di Enza Di Matteo.

È difficile instaurare una relazione tra le xilografie di Rosanna Rossi e di Ikuhiro Kugo. Lo scopo della mostra risiede, in parte, proprio nelle leggère frizioni o libere rifrazioni esistenti fra i due universi poetici.
L'unica relazione possibile è data dalla comunanza del mezzo, ma la sorpresa si muove rapidamente e fa breccia proprio quando la certezza mette radici.
Composizioni musicali, notturne quelle della Rossi.
Qualità densa dell'ombra, brulicante e vischiosa.
Nei lavori presenti in mostra, appartenenti agli ultimi nove anni, è visibile oltre alla raffinatezza tecnica e linguistica che contraddistingue tutta l'opera della Rossi, una regolarità nella ripartizione del ritmo, ma anche una nuova distensione e una maggiore autonomia concesse alla mano. Le geometriche linee di colore che animavano i suoi dipinti sono lontane.
Leggère trasgressioni, inavvertiti scatti.
Si diffonde in spazi sinuosi, illimitati, affiora e si perde in profondi recessi, abissi dell'inconscio. Resiste una coerenza compositiva che si articola e si dirama in architetture ben organizzate di segni dando vita ad una grammatica delle emozioni.
Lontana è altrettanto dall' "esuberante ricchezza tonale" dei suoi disegni colorati (Gillo Dorfles1). Il colore è la porta attraverso cui passare per riuscire a vedere attraverso brume sottomarine, è un vestito etico dai toni cupi, maturi e severi.
Sono invece forme mutevoli quelle di Ikuhiro Kugo, mobili e senza centro.
Il bianco e nero svela il gioco, l'ossatura delle trame innervate, su cui si stagliano o sembrano affiorare forme provenienti dal mondo naturale.
Nello spazio astratto delle linee queste presenze fitomorfiche sembrano scivolare, come capitate per caso. Le liquide linee verticali di Ikuhiro danno la sensazione di un'imminente metamorfosi, altre volte la linea si riposa in un ideale ristagno dando luogo a rigagnoli di luce. Ikuhiro passa dall'attenzione per un'esecuzione lenta e rifinita del reticolo fitto e della varietà del tratto a quella dove è evidente il controllo del colore, di cui dosa gli accostamenti e divide sapientemente le parti.

1. Gillo Dorfles, catalogo mostra Galleria Bon-à-tirer, Milano, 1974.

Rosanna Rossi è nata nel 1937 a Cagliari dove vive e lavora.
Ha insegnato al liceo artistico, in vari corsi di specializzazione e all'Istituto Europeo di Design.
Principali esposizioni personali: Riflessi, Galleria G28, Cagliari (2009); Oscuro sole di tenebra, Xilografie, Galleria Quadrato di Omega, Roma (2005); Galleria Giancarlo Salzano, Torino (2004); Archetipi e scarti, Museo Man Nuoro (2003); Xilografie, Galleria Venti Correnti, Milano (2002); Materia - memoria, Su logu de s'iscultura - Museo di arte contemporanea, Tortolì (2002); Rosa, Rosae - Declinazione al femminile, Berchidda; Stanze, Centro Man Ray, Cagliari (1999).
Principali mostre collettive: D'Ombra, MAN Museo d'Arte Della Provincia di Nuoro (2007); I colori dell'estasi Centro Comunale d'Arte EXMA Cagliari (2007); Duo, Galleria Giancarlo Salzano, Torino, (2006); Bianco e nero, Spazio Zoom, Cagliari(2005); Piccolo formato, Galleria G28, Cagliari (2004); Glassway, le stanze del vetro, Museo archeologico di Aosta (2002); Sardegna isola laboratorio, Estampa, Madrid (2001); Trash - Quando i rifiuti diventano arte, Palazzo delle albere, Trento (1997).

Kugo Ikuhiro nasce nel 1977 a Hyogo, Giappone.
Si laurea nel 2001 in tecnica dell'incisione e della stampa alla Sokei Academy of Fine Arts a Tokyo ricevendo "The Alumni Prize". Attualmente vive e lavora a Tokyo.
Esposizioni personali: Art Gallery Muse, Maebash, Gunma i (2008); Galleria Grafica bis, Ginza, Tokyo (2007); O Gallery, Ginza, Tokyo (2003); Court Gallery Kunitachi, Tokyo (2002).
Principali mostre collettive e premi: The 7th Kochi International Triennial of prints, Inomachi paper museum (2008); The 4th Fukumitsu museum print exhibition in memory of Munakata, Fukumitsu art museum, Encouragement prize (2007); BIMPE 4 The 4th Biennal International Miniature Print Exhibition, Canada, second place (2006);The 10th Sumio Kawakami exhibition of print, Sumio Kawakami museum, second place prize (2005); The 72th exhibition of Japan art print association, Tokyo metropolitan art museum Tokyo, Grand Prize(2004); The 10th Sumio Kawakami exhibition of print, Sumio Kawakami museum, Second place prize(2004).


la__lineaartecontemporanea
Via di San Martino ai Monti, 46 - 00184 Roma - www.spaziolalinea.it

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