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03.06.2008 Scritture e babeli: a proposito di alcune xilografie di Marina Bindella Luca Arnaudo
 

La Galleria Atelier inaugura la nuova stagione espositiva nel segno di una rinnovata attenzione all'incisione contemporanea, presentando una selezione delle più recenti xilografie di Marina Bindella. Si tratta di una serie di opere incentrate su di una resa graficamente compiuta dello stordimento informativo contemporaneo, ottenuta attraverso l'iterazione di segni dal tratto spigoloso e contratto, realizzati con un controllo virtuosistico della matrice lignea: l'impressione è quella di scritture altre, sospese tra l'arcaicità del cuneiforme e la futuribilità dell'informatico, animate da un intento liguistico di forte coerenza espressiva.
Pubblichiamo il testo introduttivo di Luca Arnaudo.
La nuova personale di Marina Bindella, presso la galleria romana Atelier, ha per titolo Altre scritture: la scelta merita qualche considerazione più ravvicinata.
Se, infatti, per scrittura s'intende la rappresentazione grafica di un linguaggio, i lavori in mostra sono ben lontani dal mondo conosciuto dei glifi e grafemi, insomma da una trasposizione per così dire visiva della lingua parlata; pure, le morfologie cuneiformi che animano le incisioni di Marina tradiscono una potente tensione comunicativa. Si potrebbe forse ragionare di scritture non lineari, al modo delle notazioni musicali (per di più con il conforto della ricorrenza, nelle precedenti opere dell'artista, di titolazioni legate a 'spartiti' e 'partiture'), ma anche andare oltre, fino a dare atto di come il titolo in discorso finisca per risultare addirittura limitante, poiché il sistema segnico elaborato dalla Bindella tradisce un'aspirazione ancora più diretta al senso e alle sue forme di rappresentazione, ovvero a farsi esso stesso linguaggio. Tutto ciò a partire dall'evidente coerenza interna propria di tale segnare, dichiaratamente volto a rendere appieno lo stordimento informativo contemporaneo. Il titolo della maggior parte dei lavori esposti conferma l'ipotesi: Babele, è a dire l'archetipo dell'umana dannazione all'incompresione e, insieme, dell'altrettanto umana pervicacia di un discorrere ininterrotto, divoratore senza posa d'immagini e parole. Gli eleganti virtuosismi xilografici dell'artista intendono affermare una loro singolare resistenza proprio alla perdita di senso di un simile dato esperienziale; lo fanno appropriandosi esteticamente della confusione circostante, riproducendo sulla carta l'estenuata lallazione del quotidiano ma senza per questo rinunciare al definirsi come compiuto codice linguistico, teso a graficizzare un rumore di fondo dove, seppur torbida, si dibatte una genuina istanza espressiva.
Un'analisi anche sommaria della tecnica incisoria sostanzia la tesi di un'attenta ricerca di esecuzioni in grado di farsi appieno tramite dell'intento ideale. Altri hanno già rilevato la peculiare resa a levare, "per via di torre", tipica dell'artista, ovvero la pratica dello scavo della matrice intorno al segno, di modo che la decisione del medesimo sia il risultato "di un'analisi decantata della qualità del suo tracciato" (così Claudio Zambianchi). Non possiamo che concordare, limitandoci qui a rendere conto di una simile scontrosa attenzione al valore del deposito grafico di ogni singolo gesto, poiché in tale serietà risiede anche la conferma migliore del valore dell'intera opera in esame. Non si tratta, è certo, di una vulgata docile e trascinante, bensì di una lingua colta, un processo logico-visivo che, nella sua organizzazione a maglie strette, seleziona accuratamente l'insinuarsi di un senso spigoloso quanto rigoroso, cedendo solo al rarefarsi del segno - spossato di tanto in tanto tra le trame dell'immagine o ai suoi bordi - entro il biancore della carta come un'ultima pausa di silenzio accogliente, dove qui in conclusione finiamo anche noi per rifugiarci.

L'artista. Marina Bindella vive e lavora a Roma. Docente di Storia della Grafica presso varie Accademie di Belle Arti e titolare di corsi di perfezionamento in xilografia in Italia e all'estero, ha iniziato la sua carriera espositiva nel 1980 partecipando alle più importanti rassegne internazionali di grafica, dove ha ottenuto numerosi premi. Tra le sue mostre più recenti, si segnalano le personali presso la Galleria Il Bulino di Roma (2004) e la Galerie de Wégimont a Soumagne (2006), nonché la doppia personale, con Guido Strazza, presso la Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Ciampino (2006).

Marina Bindella Inaugurazione: martedì 11 novembre 2008, dalle ore 18 alle ore 20
dall'11 al 20 novembre 2008, dal giovedì al sabato, dalle ore 18 alle 20
Associazione culturale Atelier
Roma, Via Panisperna, 236 (Rione Monti. Fermata Cavour Metro B)
 
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